Citroën C4 Picasso e C-Metisse Concept, estro e ragione

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Il sogno estremo di sportività e la vita di tutti i giorni, la fantasia e la realtà, l’aggressività di una forma schiacciata e i grandi spazi della monovolume. Fra le più apprezzate novità al salone di Parigi, le due novità di casa Citroën – C-Metisse e C4 Picasso – sembrano interpretazioni di vettura agli antipodi l’una rispetto all’altra. La monovolume per famiglie numerose e viaggi placidi da un lato, la furia rossa individualista e spregiudicata dall’altro.

In effetti sono molto più vicine di quanto sembri, almeno nella loro capacità di rispondere bene a una richiesta comune: si accetta sempre meno di comprare un’auto solo perché è sportiva o solo perché è pratica. Ci vuole di più. La C4 Picasso «è un’auto che si compra per necessità: figli, bagagli… un acquisto indotto dalla ragione, non dalla passione. Noi volevamo invece che il proprietario fosse di nuovo fiero della vettura, di possederla e di guidarla. Per questo era importante risollevarne il livello dandole più status e più sportività», spiega Oleg Son, design manager della monovolume.

Rossa e muscolosa, come una sportiva vera, «nella forma la C-Metisse è una vettura piuttosto audace, che rientra nella generale tendenza di ristrutturazione della marca cui lavoriamo da qualche tempo. Nella sostanza è un oggetto intelligente, che esplora propulsioni alternative, che ricerca innovazione. I designer hanno avuto una libertà ampia di azione e questo ha portato a un risultato davvero interessante», commenta Jean-Pierre Ploué, direttore del design della casa francese.

In comune le due vetture hanno anche l’attuale ricerca del marchio verso la crescente clientela giovane che si interessa al double chevron, che deve comprare auto funzionali per necessità, ma che non smette di sognare. «Con la prima Picasso avevamo un vantaggio che non andava dimenticato, per questo abbiamo voluto mantenere quell’aspetto di fluidità formale che l’ha sempre distinta dalle monovolume più massicce. La C4 Picasso è estremamente funzionale, ma è anche molto vicina alle berline», sottolinea Ploué.

L’articolo continua su Auto & Design n. 161

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By | 2015-12-14T11:06:10+00:00 20 dicembre 2006|ARCHIVIO, DESIGN STORY|
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