«Disegnare la semplicità è uno dei compiti più difficili che possano capitare a un designer». Parola di Walter de’ Silva, sin dal suo arrivo al vertice del design del gruppo Volkswagen paladino di un ritorno alla purezza formale, a un’estetica capace di farsi notare ed apprezzare senza ricorrere a orpelli e ridondanze.

La nuova Golf è figlia di questa filosofia, «una forma stabile riconducibile alla sua storia, chiara e leggibile nelle sua espressione», dopo 34 anni e oltre 26 milioni di esemplari venduti in tutto il mondo.

Il suo ruolo è duplice: perpetuare la stirpe di uno dei modelli Volkswagen per eccellenza e riscoprire il dna del marchio per indicare la direzione dei futuri prodotti della casa di Wolfsburg.
«Ci siamo detti: non si imposta il design di un’auto come la Golf senza pensare a ciò che accadrà nella gamma nei prossimi dieci anni», premette de’ Silva.

Su precisa richiesta del presidente del Gruppo Vokswagen Martin Winterkorn, a venti mesi dal lancio della vettura e con un’architettura del veicolo ormai definita, de’ Silva e il direttore creativo del Gruppo VW Flavio Manzoni si sono messi rapidamente all’opera per ridisegnare ogni linea, superficie, dettaglio della futura Golf VI, lavorando con il responsabile dello stile della marca Volkswagen Klaus Bischoff e il suo team.

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