{"id":1553,"date":"1997-10-15T15:57:16","date_gmt":"1997-10-15T13:57:16","guid":{"rendered":"http:\/\/autodesignmagazine.com\/en\/2015\/11\/mcc-smart-genesi-storica-di-una-microcar\/"},"modified":"2015-11-10T17:20:09","modified_gmt":"2015-11-10T16:20:09","slug":"mcc-smart-genesi-storica-di-una-microcar","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/autodesignmagazine.com\/en\/1997\/10\/mcc-smart-genesi-storica-di-una-microcar\/","title":{"rendered":"MCC Smart &#8211; Genesi storica di una microcar"},"content":{"rendered":"<div class=\"fusion-text fusion-text-1\"><p><img decoding=\"async\" class=\"lazyload  wp-image-1548 alignleft\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns%3D%27http%3A%2F%2Fwww.w3.org%2F2000%2Fsvg%27%20width%3D%27195%27%20height%3D%2755%27%20viewBox%3D%270%200%20195%2055%27%3E%3Crect%20width%3D%27195%27%20height%3D%2755%27%20fill-opacity%3D%220%22%2F%3E%3C%2Fsvg%3E\" data-orig-src=\"http:\/\/autodesignmagazine.com\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/1510199701_MCC_Smart_Historic.jpg\" alt=\"1510199701_MCC_Smart_Historic\" width=\"195\" height=\"55\" \/>\u00a0Chi conosce la storia dell&#8217;automobile della Germania postbellica non si stupisce che il padre carismatico della Micro Car Company Smart sia Johann Tomforde, che era bambino nel periodo della ricostruzione\u00a0del paese, generalmente conosciuto come &#8216;wirtschaftswunder&#8217;, o miracolo economico.\u00a0Un miracolo che non <a href=\"http:\/\/autodesignmagazine.com\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/1510199702_MCC_Smart_Historic.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"lazyload  wp-image-1547 alignleft\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns%3D%27http%3A%2F%2Fwww.w3.org%2F2000%2Fsvg%27%20width%3D%27193%27%20height%3D%27112%27%20viewBox%3D%270%200%20193%20112%27%3E%3Crect%20width%3D%27193%27%20height%3D%27112%27%20fill-opacity%3D%220%22%2F%3E%3C%2Fsvg%3E\" data-orig-src=\"http:\/\/autodesignmagazine.com\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/1510199702_MCC_Smart_Historic.jpg\" alt=\"1510199702_MCC_Smart_Historic\" width=\"193\" height=\"112\" \/><\/a>si era verificato all&#8217;improvviso. Era il risultato di un duro lavoro e la maggior parte dei tedeschi non poteva permettersi le prime Volkswagen o le Opel prodotte subito dopo la guerra, per non parlare delle Mercedes-Benz.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Per questo Johann da giovane apprezzava le Mercedes e le Borgwards che il padre guidava, ma fu realmente impressionato dalle automobili quando suo padre pass\u00f2 a una piccola DKW con motore a due tempi, con la quale, peraltro, si mise a gareggiare con successo. Johann si chiedeva come mai le vetture ancora pi\u00f9 piccole, ed erano tante, prodotte dall&#8217;industria tedesca del tempo offrissero prestazioni cos\u00ec elevate.<\/p>\n<p>Guardandosi indietro ritiene ora che gli anni 50 siano stati i pi\u00f9 importanti dal punto di vista concettuale, per quanto non tutte le mini o &#8216;bubble car&#8217; del periodo fossero degne di nota.<\/p>\n<p>&#8220;Da una parte c&#8217;erano le automobili primitive, pi\u00f9 o meno interpretazioni su scala ridotta di modelli pi\u00f9 grandi, come le Goggomobil o le Lloyd, che cercavano disperatamente di sembrare veicoli matu- ri, ma di fatto non lo erano. Dall&#8217;altra, la BMW realizzava la Isetta e la 600, e la Zundapp la Janus &#8216;dos-\u00e0-dos&#8217;, e poi c&#8217;era la Messerschmitt. Erano vetture molto originali, anche dal punto di vista dell&#8217;allestimento.<\/p>\n<p>Queste ultracompatte ebbero un successo breve alla tedesca, nel senso che con la crescente prosperit\u00e0 persero il loro status in modo del tutto improvviso all&#8217;inizio degli anni &#8217;60&#8221; spiega Tomforde.<\/p>\n<p>Nel 1972 Tomforde visit\u00f2 l&#8217;esposizione Transpo &#8217;72 di Amburgo, dove vide concezioni avanzate di trasporto, tra cui il sistema ferroviario magnetizzato tuttora oggetto di valutazione in Germania. &#8220;Mentre tornavo a casa in auto ero entusiasta, pieno di progetti, perci\u00f2 volli incontrare Werner Breitschwert.<\/p>\n<p>Visto che mi preoccupavo di salvaguardare la mobilit\u00e0 del futuro gli sottoposi le mie idee riguardo a concept micro economiche ed ecologiche. Gli chiesi di poter realizzare lo studio di una concept Mercedes Benz per l&#8217;anno 2000, che comprendesse una city car da noleggiare. A quel tempo feci i primi schizzi per una vettura di questo tipo, a trazione elettrica con motore diesel o ibrida.<\/p>\n<p>Gi\u00e0 allora mi rendevo conto che una concept del genere si poteva realizzare solo con un approccio radicalmente nuovo, cio\u00e8 mettendo il motore sotto il pavimento. &#8220;Sfortunatamente non si concretizz\u00f2, perch\u00e9 sembrava avere qualche possibilit\u00e0 solo come seconda vettura per chi possedeva gi\u00e0 una Mercedes-Benz. Oltretutto i tempi non apparivano maturi, perci\u00f2 il progetto fu abbandonato, ma dietro le quinte non ho mai smesso di lavorarci su&#8221;.<\/p>\n<p>Gli sforzi di Tomforde furono premiati dieci anni pi\u00f9 tardi, quando fu realizzata la concept Mercedes NAFA come prototipo marciante.<\/p>\n<p>&#8220;Non era estrema come l&#8217;avevo pensata io, ma con una lunghezza globale di 250 cm, trazione anteriore e quattro ruote sterzanti vi si avvicinava molto&#8221;. Segu\u00ec poi, nel 1989, la E-NAFA a trazione elettrica con i primi accenni di una forma paragonabile a quella dell&#8217;attuale Smart, e che ne segn\u00f2 l&#8217;inizio.<\/p>\n<p><small><strong>L\u2019articolo continua su Auto &amp; Design n. 106<\/strong><\/small><\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"","protected":false},"author":9,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[39,43],"tags":[],"class_list":["post-1553","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-archive","category-design-story-en"],"publishpress_future_action":{"enabled":false,"date":"2026-04-30 17:08:26","action":"change-status","newStatus":"draft","terms":[],"taxonomy":"category","extraData":[]},"publishpress_future_workflow_manual_trigger":{"enabledWorkflows":[]},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/autodesignmagazine.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1553","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/autodesignmagazine.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/autodesignmagazine.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/autodesignmagazine.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/users\/9"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/autodesignmagazine.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1553"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/autodesignmagazine.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1553\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/autodesignmagazine.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1553"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/autodesignmagazine.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1553"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/autodesignmagazine.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1553"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}