{"id":1955,"date":"1999-04-21T16:12:00","date_gmt":"1999-04-21T14:12:00","guid":{"rendered":"http:\/\/autodesignmagazine.com\/en\/1999\/04\/toyota-yaris-integrated-creation\/"},"modified":"2015-11-16T16:18:31","modified_gmt":"2015-11-16T15:18:31","slug":"toyota-yaris-integrated-creation","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/autodesignmagazine.com\/en\/1999\/04\/toyota-yaris-integrated-creation\/","title":{"rendered":"Toyota Yaris &#8211; Ideazione integrata"},"content":{"rendered":"<div class=\"fusion-text fusion-text-1\"><p><a href=\"http:\/\/autodesignmagazine.com\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/2104199901_Toyota_Yaris.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"lazyload size-full wp-image-1950 alignleft\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns%3D%27http%3A%2F%2Fwww.w3.org%2F2000%2Fsvg%27%20width%3D%27160%27%20height%3D%27118%27%20viewBox%3D%270%200%20160%20118%27%3E%3Crect%20width%3D%27160%27%20height%3D%27118%27%20fill-opacity%3D%220%22%2F%3E%3C%2Fsvg%3E\" data-orig-src=\"http:\/\/autodesignmagazine.com\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/2104199901_Toyota_Yaris.jpg\" alt=\"2104199901_Toyota_Yaris\" width=\"160\" height=\"118\" \/><\/a>\u00a0La maggior parte dei fabbricanti giapponesi di automobili ci ha provato, ma solo la Toyota con la Yaris \u00e8 riuscita a creare una vettura dal design tutto europeo.<br \/>\nQuando la Nissan lanci\u00f2 la Micra sei anni fa, la present\u00f2 come un&#8217;auto progettata nel vecchio continente, ma di fatto era stata concepita in Giappone con un chiaro input di marketing europeo, e con la consulenza dell&#8217;esperto di trend franco-olandese Lidewij Edelkoort.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/autodesignmagazine.com\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/2104199902_Toyota_Yaris.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"lazyload size-full wp-image-1951 alignleft\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns%3D%27http%3A%2F%2Fwww.w3.org%2F2000%2Fsvg%27%20width%3D%27160%27%20height%3D%2783%27%20viewBox%3D%270%200%20160%2083%27%3E%3Crect%20width%3D%27160%27%20height%3D%2783%27%20fill-opacity%3D%220%22%2F%3E%3C%2Fsvg%3E\" data-orig-src=\"http:\/\/autodesignmagazine.com\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/2104199902_Toyota_Yaris.jpg\" alt=\"2104199902_Toyota_Yaris\" width=\"160\" height=\"83\" \/><\/a>\u00a0Soprattutto il secondo fattore ha contribuito al look gradevole e abbastanza insolito, ma nonostante questi sforzi la Micra non convince come vettura di design assolutamente europeo.<br \/>\nOrigini analoghe hanno la Nissan Primera (fa eccezione la Wagon, disegnata da Carsten Aengenheyster dello studio tedesco della casa), la Mitsubishi Carisma, la Toyota Carina E e la pi\u00f9 recente Avensis.<\/p>\n<p>Hanno tutte un design giapponese modificato nei dettagli per adeguarlo al gusto europeo, e questo \u00e8 stato finora il ruolo degli studi di design europei delle case giapponesi, che sarebbe pi\u00f9 adeguato definire centri di monitoraggio.<\/p>\n<p>Dopo questi timidi tentativi &#8211; e in linea con la generale tendenza ad abbandonare le strategie dell&#8217;auto mondiale a favore di politiche di modelli regionali &#8211; la Toyota ha ritenuto che fosse giunto il momento di cambiare.<\/p>\n<p>Nel 1994 il centro EPOC (EuroPean Office of Creation) di Zaventem, vicino a Bruxelles, ricevette l&#8217;incarico di studiare un progetto denominato New Basic Concept (NBC), inizialmente considerato un piano di ricerca avanzata di design, ma con un futuro ruolo europeo.<\/p>\n<p>Il responsabile Tadao Otsuki, nominato da poco vicepresidente dell&#8217;EPOC e circondato da talenti del design provenienti da tutta Europa, scelse un approccio innovativo, ed \u00e8 qui che entra in scena Sotiris Kovos.<\/p>\n<p>Il trentatreenne Kovos, da sempre appassionato di automobili e con un interesse particolare per i rally, ha studiato sociologia prima di frequentare la Coventry University e successivamente il Royal College of Art.<\/p>\n<p>Qui ha creato un taxi all&#8217;avanguardia, il &#8220;Taxica&#8221;, molto stretto e alto, con lo spazio per un solo passeggero, per permettere ai tassisti di guidare nelle stradine delle citt\u00e0 dell&#8217;Europa meridionale.<\/p>\n<p>Approdato all&#8217;EPOC nel 1994, propose di studiare sul campo i giudizi dei clienti europei sul design delle automobili prima di avviare la progettazione NBC.<\/p>\n<p>Cos\u00ec, insieme ai suoi colleghi, visit\u00f2 le citt\u00e0 dell&#8217;Europa intervistando concessionari e acquirenti, parlando con la gente per strada e osservando il comportamento dei guidatori nel traffico. Fin\u00ec per concludere che la percezione della bellezza varia a seconda dei paesi.<\/p>\n<p>&#8220;In generale la mente umana \u00e8 legata a un prodotto, dal momento che il gusto personale di solito si riflette nell&#8217;apprezzamento del design, e il pubblico cresce con alcune idee essenziali riguardo alle forme. Quelle spigolose sono spesso considerate minacciose, al contrario di quelle morbide, ma ogni societ\u00e0 ha criteri di giudizio particolari: gli svedesi hanno una sensibilit\u00e0 diversa verso le bionde rispetto agli italiani, le persone di colore valutano altre persone di colore in modo differente dai bianchi. Volevamo capire quali fossero le differenti linee di pensiero degli europei su questi concetti sia in senso positivo (armonia, eleganza ed equilibrio) che negativo (aggressivit\u00e0). I risultati della ricerca ci hanno consentito di analizzare la psicologia dei clienti riguardo alla bellezza e alla funzionalit\u00e0 del design&#8221; spiega Kovos, e fa un esempio.<\/p>\n<p>&#8220;Quando i ricercatori notarono l&#8217;abitudine diffusa nei paesi dell&#8217;Europa meridionale di parcheggiare urtando le altre auto, fu deciso di dotare la Yaris di paraurti in due sezioni facili da sostituire. &#8221;<\/p>\n<p>Questo&#8221; prosegue &#8220;\u00e8 un tipico risultato delle nostre osservazioni personali, che ha contribuito alla formulazione dei concetti generali di praticit\u00e0 e allestimento&#8221;.<\/p>\n<p><small><strong>L\u2019articolo continua su Auto &amp; Design n. 115<\/strong><\/small><\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"","protected":false},"author":9,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[39,43],"tags":[],"class_list":["post-1955","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-archive","category-design-story-en"],"publishpress_future_action":{"enabled":false,"date":"2026-05-06 00:26:29","action":"change-status","newStatus":"draft","terms":[],"taxonomy":"category","extraData":[]},"publishpress_future_workflow_manual_trigger":{"enabledWorkflows":[]},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/autodesignmagazine.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1955","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/autodesignmagazine.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/autodesignmagazine.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/autodesignmagazine.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/users\/9"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/autodesignmagazine.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1955"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/autodesignmagazine.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1955\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/autodesignmagazine.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1955"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/autodesignmagazine.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1955"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/autodesignmagazine.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1955"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}