{"id":8581,"date":"2014-03-03T12:35:56","date_gmt":"2014-03-03T11:35:56","guid":{"rendered":"http:\/\/autodesignmagazine.com\/en\/2014\/03\/ces-2014-dallautomobile-alla-smartcar\/"},"modified":"2017-02-21T09:04:40","modified_gmt":"2017-02-21T08:04:40","slug":"ces-2014-dallautomobile-alla-smartcar","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/autodesignmagazine.com\/en\/2014\/03\/ces-2014-dallautomobile-alla-smartcar\/","title":{"rendered":"CES 2014, DALL&#8217;AUTOMOBILE ALLA SMARTCAR"},"content":{"rendered":"<div class=\"fusion-fullwidth fullwidth-box fusion-builder-row-1 hundred-percent-fullwidth non-hundred-percent-height-scrolling\" style=\"--awb-border-radius-top-left:0px;--awb-border-radius-top-right:0px;--awb-border-radius-bottom-right:0px;--awb-border-radius-bottom-left:0px;--awb-overflow:visible;--awb-flex-wrap:wrap;\" ><div class=\"fusion-builder-row fusion-row\"><div class=\"fusion-layout-column fusion_builder_column fusion-builder-column-0 fusion_builder_column_1_1 1_1 fusion-one-full fusion-column-first fusion-column-last\" style=\"--awb-bg-size:cover;\"><div class=\"fusion-column-wrapper fusion-flex-column-wrapper-legacy\"><div class=\"fusion-text fusion-text-1\"><p class=\"yiv8789865542msonormal\" style=\"margin: 0cm; margin-bottom: .0001pt;\">\u201cLa regina del salone \u00e8 una concept car Audi\u201d. Fin qui nulla di strano, se non fosse che il salone in questione non \u00e8 uno dei tanti dell\u2019automobile, bens\u00ec quello dell\u2019elettronica di consumo e dell\u2019industria digitale. Anzi, il pi\u00f9 importante fra le rassegne hi-tech: il Consumer Electronic Show di Las Vegas. Ai primi di gennaio, proprio al Ces, tra schermi curvi, tablet, smart-phone e tanti, tantissimi gadget che si indossano, l\u2019automobile non ha avuto pi\u00f9 come nelle passate edizioni un marginale ruolo da comparsa, bens\u00ec una parte da attrice protagonista. Siamo all\u2019alba della nascita della smartcar, la macchina con la tecnologia che da accessorio diventa elemento portante della sua evoluzione.<\/p>\n<p class=\"yiv8789865542msonormal\" style=\"margin: 0cm; margin-bottom: .0001pt;\">Ed ecco che la casa dei quattro anelli ha scelto anche quest\u2019anno la vetrina del Nevada per un\u2019anteprima di livello: la plancia della futura TT, che ha replicato la sua apparizione nel Concept Allroad Shooting Brake esposto qualche giorno dopo al Naias di Detroit che prefigurava sia soprattutto la futura sportiva di Ingolstadt, sia (in parte) elementi che faranno parte del linguaggio stilistico del Suv compatto Q1.<\/p>\n<\/div><div class=\"fusion-clearfix\"><\/div><\/div><\/div><div class=\"fusion-layout-column fusion_builder_column fusion-builder-column-1 fusion_builder_column_1_1 1_1 fusion-one-full fusion-column-first fusion-column-last\" style=\"--awb-bg-size:cover;\"><div class=\"fusion-column-wrapper fusion-flex-column-wrapper-legacy\"><div class=\"fusion-image-element in-legacy-container\" style=\"--awb-caption-title-font-family:var(--h2_typography-font-family);--awb-caption-title-font-weight:var(--h2_typography-font-weight);--awb-caption-title-font-style:var(--h2_typography-font-style);--awb-caption-title-size:var(--h2_typography-font-size);--awb-caption-title-transform:var(--h2_typography-text-transform);--awb-caption-title-line-height:var(--h2_typography-line-height);--awb-caption-title-letter-spacing:var(--h2_typography-letter-spacing);\"><span class=\" fusion-imageframe imageframe-none imageframe-1 hover-type-none\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/gif;base64,R0lGODlhAQABAAAAACH5BAEKAAEALAAAAAABAAEAAAICTAEAOw==\" data-orig-src=\"http:\/\/autodesignmagazine.com\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/2014030302_CES_2014.jpg\" alt class=\"lazyload img-responsive\"\/><\/span><\/div><div class=\"fusion-clearfix\"><\/div><\/div><\/div><div class=\"fusion-layout-column fusion_builder_column fusion-builder-column-2 fusion_builder_column_1_1 1_1 fusion-one-full fusion-column-first fusion-column-last\" style=\"--awb-bg-size:cover;\"><div class=\"fusion-column-wrapper fusion-flex-column-wrapper-legacy\"><div class=\"fusion-text fusion-text-2\"><p class=\"yiv8789865542msonormal\" style=\"margin: 0cm; margin-bottom: .0001pt;\">Ma torniamo alla plancia, dove il quadro strumenti \u00e8 totalmente a digitale, con una grafica tridimensionale tanto sofisticata da poter visualizzare, in 3D appunto, tutta una serie di informazioni, con un\u2019interfaccia utente immersiva e mai vista prima in un\u2019auto. Sembra di stare di fronte a un videogame con il navigatore e gli strumenti in sovraimpressione. Il tutto \u00e8 configurabile a piacimento per grafica e temi. Esattamente come si fa con un computer, anzi, meglio, con uno smartphone o un tablet. E non a caso. Visto che la tecnologia che lo rende possibile \u00e8 quella di Nvidia, lo specialista in microprocessori soprattutto quelli che sono al cuore dei device portatili. Il silicio firmato da Nvidia del resto ha gi\u00e0 incontrato le auto della marca tedesca (a partire dall\u2019ultima generazione di A3) e ora la collaborazione verte oltre che sulla creazione di questo rivoluzionario pannello digitale, con chip Tegra di nuova generazione sulla realizzazione di un sistema per l&#8217;infotainment di nuova generazione per le connected car e del primo tablet per l&#8217;automotive al mondo a essere completamente integrato nel sistema della vettura.<\/p>\n<p class=\"yiv8789865542msonormal\" style=\"margin: 0cm; margin-bottom: .0001pt;\">Ed \u00e8 proprio al Ces che \u00e8 stato celebrato un nuovo matrimonio tra automobile e tecnologia: Google infatti ha lanciato la Open Automotive Alliance, con l\u2019obiettivo di portare il sistema operativo Android, gi\u00e0 dominante negli smartphone, a bordo delle auto. Il nome ricorda, infatti, quello della \u201csanta\u201d alleanza Open Handset Alliance che port\u00f2 setti anni fa \u201cBig G\u201d a creare Android, con un pool di costruttori e software house. Ora tocca alle auto, con una mossa che porta Google ad aumentare il passo rispetto a Microsoft (al palo con Ford e il suo Sync) e ad Apple che fa accordi con le singole case automobilistiche per integrare iPhone e Siri a bordo delle vetture. Qui invece la posta \u00e8 pi\u00f9 ampia: la creazione di un software di base, libero e aperto, per la connected car, anzi per la nascente smartcar.<\/p>\n<\/div><div class=\"fusion-clearfix\"><\/div><\/div><\/div><div class=\"fusion-layout-column fusion_builder_column fusion-builder-column-3 fusion_builder_column_1_1 1_1 fusion-one-full fusion-column-first fusion-column-last\" style=\"--awb-bg-size:cover;\"><div class=\"fusion-column-wrapper fusion-flex-column-wrapper-legacy\"><div class=\"fusion-image-element in-legacy-container\" style=\"--awb-caption-title-font-family:var(--h2_typography-font-family);--awb-caption-title-font-weight:var(--h2_typography-font-weight);--awb-caption-title-font-style:var(--h2_typography-font-style);--awb-caption-title-size:var(--h2_typography-font-size);--awb-caption-title-transform:var(--h2_typography-text-transform);--awb-caption-title-line-height:var(--h2_typography-line-height);--awb-caption-title-letter-spacing:var(--h2_typography-letter-spacing);\"><span class=\" fusion-imageframe imageframe-none imageframe-2 hover-type-none\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/gif;base64,R0lGODlhAQABAAAAACH5BAEKAAEALAAAAAABAAEAAAICTAEAOw==\" data-orig-src=\"http:\/\/autodesignmagazine.com\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/2014030303_CES_2014.jpg\" alt class=\"lazyload img-responsive\"\/><\/span><\/div><div class=\"fusion-clearfix\"><\/div><\/div><\/div><div class=\"fusion-layout-column fusion_builder_column fusion-builder-column-4 fusion_builder_column_1_1 1_1 fusion-one-full fusion-column-first fusion-column-last\" style=\"--awb-bg-size:cover;\"><div class=\"fusion-column-wrapper fusion-flex-column-wrapper-legacy\"><div class=\"fusion-text fusion-text-3\"><p>Lo si era intuito da tempo che l\u2019auto e le tecnologie digitali erano destinate a trovare una strada comune, un nuovo slancio evolutivo per conquistare i giovani, i nativi digitali, quelli che senza Facebook e Twitter non possono stare e magari anche quei tanti che vorrebbero, almeno nel traffico, avere un\u2019auto che si guida da sola. Ma anche tutti coloro che quando salgono su un\u2019auto, salvo che non sia davvero moderna, hanno la sensazione di fare un salto indietro nel tempo, quando internet non c\u2019era e la televisione era catodica, analogica come gli strumenti dei suoi cruscotti, destinati a un declino inarrestabile, sostituiti adesso da schermi a cristalli liquidi e in futuro da quelli Oled. Dietro questa sigla si nasconde una grande innovazione. Si tratta di pannelli composti da diodi luminosi organici: Organic light-emmiting diode (Oled). Ogni singolo pixel si \u201cillumina da solo\u201d al contrario dei pannelli Lcd che hanno bisogno di una fonte di luce (led, ma anche lampade) che retro-illumini il pannello. Caratteristica degli display Oled, gi\u00e0 usati in smartphone di nuova generazione come Samsung il Note3 e in televisori di fascia top, \u00e8 la possibilit\u00e0 di essere anche curvi e flessibili. Al Ces lo schermo tv curvo, Lg e Samsung hanno fatto a gara, \u00e8 stato uno dei grandi protagonisti, e non \u00e8 difficile immaginare per questi schermi, molto luminosi e versatili, un futuro anche in automobile. Le luci \u201ca stato solido\u201d, i cosiddetti Led (Light emitting diode) hanno gi\u00e0 rivoluzionato lo stile esterno delle auto permettendo di creare gruppi ottici di nuova concezione che non solo sono meno voraci di energia elettrica ma possono essere organizzati facilmente per creare le ormai diffuse firme luminose. Con gli Oled la rivoluzione dei pixel luminosi sale a bordo e non \u00e8 difficile immaginare, al posto dei rigidi e squadrati pannelli Lcd, difficili da \u201cvestire\u201d, display curvi plasmati sulla plancia e gestiti con comandi gestuali o touch, oppure che dialogano con uno smartwatch. Ed \u00e8 un futuro possibile, almeno fino alla prossima rivoluzione di una tecnologia elettronica che evolve sempre molto pi\u00f9 velocemente di quella (meccanica) dell\u2019automobile.<\/p>\n<p><strong>L\u2019articolo continua su Auto&amp;Design n. 205<\/strong><\/p>\n<\/div><div class=\"fusion-clearfix\"><\/div><\/div><\/div><\/div><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"","protected":false},"author":455,"featured_media":8398,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[39,87],"tags":[],"class_list":["post-8581","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-archive","category-extra-en"],"publishpress_future_action":{"enabled":false,"date":"2026-05-09 11:49:36","action":"change-status","newStatus":"draft","terms":[],"taxonomy":"category","extraData":[]},"publishpress_future_workflow_manual_trigger":{"enabledWorkflows":[]},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/autodesignmagazine.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/8581","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/autodesignmagazine.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/autodesignmagazine.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/autodesignmagazine.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/users\/455"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/autodesignmagazine.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=8581"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/autodesignmagazine.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/8581\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/autodesignmagazine.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media\/8398"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/autodesignmagazine.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=8581"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/autodesignmagazine.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=8581"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/autodesignmagazine.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=8581"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}