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La concept car Citroën C6 Lignage presentata all’ultimo salone di Ginevra era così compiutamente sviluppata da far pensare al risultato di un processo di design lungo e approfondito. Al contrario, la materializzazione dell’idea originaria aveva richiesto solo cinque mesi.

L’iniziativa era stata presa dalla direzione del gruppo PSA e della Citroën per tacitare la stampa, secondo cui la C1606199902_Citroen_C6_Lignageitroën intendeva ritirarsi dal mercato delle grosse berline. Dietro le quinte, intanto, la casa aveva già avviato un programma di produzione di vetture grandi, i cui risultati però non si sarebbero potuti mostrare al pubblico prima di qualche anno.

Perciò Claude Satinet, direttore generale di Automobiles Citroën, e Jean-Marie Folz, Ceo del gruppo PSA, chiesero ad Art Blakeslee, responsabile del Centre de Creation Citroën, di realizzare per il salone di Ginevra 1999 una concept car con cui rendere noto alla stampa e al pubblico che la casa intendeva rimanere presente nella fascia alta del mercato.

Era l’ottobre 1998, perciò Blakeslee aveva a disposizione solo cinque mesi per progettare e costruire la vettura; nonostante ciò rispose senza indugio al management che “se la volevano, l’avrebbero avuta”. Pochi minuti dopo che Satinet e Folz erano usciti dalla sala di riunione, il management diede il proprio assenso con le semplici parole: “E allora facciamola!”.

Blakeslee spiega che il progetto C6 aveva due facce, una delle quali era sicuramente la realizzazione di una concept car marciante in tempi record, e l’altra poteva essere la conferma del futuro impegno del management PSA e Citroën. “Aspettavo una simile opportunità da sette anni” dice Blakeslee, responsabile del design Citroën da una diecina d’anni.

“Questa occasione ci ha anche permesso di apprezzare più a fondo le capacità del nostro team di design”. Il fatto più importante è che il management abbia lasciato a Blakeslee e al suo team la massima libertà operativa senza interventi intermedi. “Solo il 10 gennaio, durante una presentazione della concept a Nizza, avremmo deciso se portarla a Ginevra”.

Immediatamente dopo la riunione di autorizzazione tenutasi in ottobre, Blakeslee si rivolse al suo team con queste parole: “Signore e signori, ci hanno affidato un progetto unico, ma abbiamo solo una settimana di tempo per mostrare al management cosa vogliamo fare”.

Sembravano tutti impazziti, lavoravano giorno e notte in ufficio o a casa per realizzare gli schizzi iniziali e per riuscire a costruire dieci modelli in scala 1:5 in sette giorni. Blakeslee effettuò una preselezione per presentare al management – tra cui Vincent Besson, responsabile dello sviluppo prodotti PSA e il responsabile del marketing Peugeot e Citroën – una rosa di tre soli modelli in scala.

La scelta cadde quasi subito sulla proposta del giovane Marc Pinson, e sugli schizzi degli interni del designer di origine russa Vladimir Pirojkov.

L’articolo continua su Auto & Design n. 116