Audi A7 Sportback, impronta italiana, determinazione tedesca

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Non sempre le automobili derivano da un briefing assegnato al design. «La A7 è nata da un’idea di Walter, c’era uno spazio nella gamma tra A6 e A8 che andava colmato e lui ha detto: facciamo una vettura senza compromessi, una vera granturismo», racconta Stefan Sielaff, responsabile del design del marchio Audi. «Così abbiamo realizzato un modello nel nostro centro stile di Ingolstadt e lo abbiamo presentato al dottor Winterkorn. Ne è rimasto affascinato e benché non fosse nel planning ci ha invitati a proseguire nel progetto. Certo, quando un modello piace al presidente… ciò aiuta molto!».

Walter è naturalmente de’ Silva, capo del design del gruppo Volkswagen e uomo di fiducia di Martin Winterkorn per tutto ciò che concerne lo stile dei dieci marchi del colosso tedesco. «Siamo molto orgogliosi di questo progetto», commenta oggi de’ Silva, «perché non è nato da un briefing ma dalla determinazione di noi designer a perseguire un concetto nuovo prima che sia il mercato a chiederlo. All’interno del team erano un po’ tutti innamorati di questa vettura, quindi è davvero un sogno realizzato».

C’è molta italianità nella A7 Sportback, e non solo per la nazionalità di de’ Silva, ma per il concetto stesso della vettura. Quella coda tronca che piace a prima vista ha le sue radici nelle granturismo di scuola italiana, vedi certe creazioni di Pininfarina degli Anni Sessanta. Non mancano comunque i riferimenti alla storia Audi, come fa notare Sielaff, «l’Audi 100 Coupé del 1971 aveva già la coda tronca, a sua volta ispirata ad auto italiane come la Iso Grifo o la prima Dino Ferrari».

Se la coda tronca è inedita nella produzione attuale, non lo è invece il concetto di Sportback, già sperimentato con successo dalla A5 Sportback. Sulla a A7, però, il tema del coupé a cinque porte è interpretato in un corpo vettura di grandi dimensioni – ben 4,97 m di lunghezza. «In un certo senso, va nella stessa direzione intrapresa dalla Mercedes con la prima CLS, espressione di grande eleganza per la marca», osserva Sielaff che conosce bene anche quel progetto, vista la sua parentesi al design Mercedes-Benz.

L’articolo continua su Auto & Design n. 185

By | 2017-02-18T05:33:12+00:00 20 October 2010|ARCHIVIO, DESIGN STORY|
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