Volvo XC60, seduzione nei contrasti

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«Questa è una Volvo come la voglio io. Se volete, una Volvo tutta mia». Steve Mattin è categorico: la XC60, presentata a Ginevra a poco più di un anno dalla comparsa a Detroit della concept che l’anticipava, indica per lui il nuovo volto della casa svedese, ma anche il suo personale input perché, a due anni e mezzo dalla sua nomina a responsabile del design, questo è il primo modello in cui abbia veramente potuto introdurre la sua filosofia di design.

Fredrik Arp, presidente e amministratore delegato di Volvo Cars, non esita ad affermare che «non si tratta soltanto della Volvo più sicura di tutti i tempi, ma anche della più sbalorditiva». Parolone, ma la sfida non è da poco. La XC60 si colloca infatti nel segmento Small Premium Utility – o crossover – che è quello a più rapida crescita su scala mondiale e che entro l’anno prossimo dovrebbe ampliarsi di un altro 75 per cento; sta di fatto che alcuni fra i maggiori rivali – Audi, BMW, Lexus, Alfa Romeo – stanno per lanciarsi nella mischia. «È la portabandiera – afferma Mattin – del nostro DNA: la Volvo più audace di sempre, dotata di un aspetto più emozionante e di molta più energia di ogni altro modello precedente».

Paladino dell’evoluzione costante, ma non a costo della tradizione, Mattin dà varie e significative letture di quella sigla. DNA può essere “do not abandon”, non abbandonate, anche se il passato può costringere a introdurre nuove emozioni, una nuova freschezza. Ecco allora DNA come “dramatic new approach”; nuovo approccio drammatico, o addirittura come “dynamic new approach”, nuovo approccio dinamico.

E chissà quante potrebbero essere le versioni del suo DNA se non si fermasse a spiegare: «Le tradizioni del design sono sempre state ben radicate nel DNA di Volvo. Ora abbiamo arricchito queste tradizioni con un approccio ben più esaltante e d’effetto. Insomma, stiamo elevando il nostro DNA progettuale a un livello del tutto nuovo, aumentando letteralmente il volume visuale». Anche a cento metri, aggiunge, una Volvo può ormai essere riconosciuta come una Volvo.

L’articolo continua su Auto & Design n. 170

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By | 2015-12-16T13:23:53+00:00 18 giugno 2008|ARCHIVIO, DESIGN STORY|
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