Nel percorso di trasformazione intrapreso da BMW, la Neue Klasse rappresenta molto più di una nuova piattaforma: è una dichiarazione di intenti, un cambio di paradigma che passa soprattutto dal design. La nuova i3 incarna questo passaggio con un linguaggio più pulito, essenziale, ma ancora profondamente identitario.
Meno complessità
«Abbiamo mantenuto la muscolarità e le superfici emozionali, ma le abbiamo modernizzate riducendo la complessità», racconta Oliver Heilmer, capo del design del marchio. «È un ritorno alle nostre radici: le prime BMW della Neue Klasse e le prime Serie 3 erano sportive, dinamiche, muscolari, ma mai troppo complesse».
Il frontale tra passato e futuro
Il lavoro più delicato si concentra sul frontale, da sempre elemento identitario per BMW. Qui convivono due temi fondamentali: la reinterpretazione della doppia calandra e il ritorno del “shark nose”, il muso inclinato in avanti. «La sfida più grande è stata proprio la reinterpretazione del doppio rene», spiega Heilmer. «Abbiamo combinato il Dna degli Anni 60 con tecnologie moderne: integrazione dei sensori, elementi luminosi e una nuova firma ottica».
Il minimalismo diventa esperienza
All’interno, la nuova i3 compie un ulteriore passo verso la smaterializzazione dell’interfaccia. La quasi totale assenza di tasti fisici lascia spazio a un ambiente dominato da superfici continue e sistemi di proiezione. «Ci rifacciamo al concept BMW Vision Next 100», spiega Heilmer. “Hands on the wheel, eyes on the road”: questo è il principio guida». L’architettura dell’informazione è organizzata su tre livelli: «Il primo è il display centrale con i comandi sul volante. Il secondo è il Panoramic Vision, visibile a tutti i passeggeri. Il terzo è l’head-up display 3D, dedicato al guidatore».
Il lusso secondo il Circular Design
Il tema della sostenibilità entra nel progetto attraverso il cosiddetto Circular Design, che non si limita alla scelta dei materiali ma ne ridefinisce la percezione. «Un esempio è il nuovo materiale Veganza», racconta Heilmer. «Lo utilizziamo nelle porte e nella plancia, anche con superfici retroilluminate».
Materiali riciclati di valore
Grazie al lavoro sulla qualità aptica, il risultato si allontana completamente dall’idea tradizionale di materiale riciclato. «È morbido, raffinato, esclusivo. E offre grande libertà di personalizzazione cromatica». Ma il punto chiave è un altro: «Il cliente non deve percepirlo come un materiale riciclato. Ciò che conta è l’estetica, la qualità e il valore che trasmette».
(Articolo completo su A&D n. 278)




