Mantenere la coerenza anche nei momenti cruciali, di grande cambiamento e trasformazione, è sempre stata una caratteristica forte di Mazda, che negli anni ha saputo innovare e rinnovarsi senza abbandonare la propria identità. Il transito verso un’era necessariamente più “elettrica”, ma anche verso una dimensione davvero globale sui mercati, rappresenta un nuovo capitolo in cui la creatività e quella stessa proverbiale coerenza sono messe alla prova. La CX-6e incarna la visione di questo passaggio così delicato.
Purezza di visione
Non è la prima vettura completamente elettrica e nemmeno la prima creata sfruttando l’interessante sinergia con i partner cinesi di Changan, che ha già prodotto la berlina Mazda 6e: ma se quest’ultima, erede spirituale della Mazda6, doveva raccogliere un testimone pur introducendo molti elementi nuovi, con la CX-6e la squadra guidata da Jo Stenuit, Design Director di Mazda Motor Europe, ha potuto dar forma in totale purezza alla sua visione del futuro prossimo.
Audace e progressiva
Disegnata nel centro stile europeo insieme al team giapponese, la CX-6e nasce infatti come un progetto globale, rivolto però soprattutto ai mercati cinese ed europeo. «Era importante creare un design sufficientemente forte per entrambi i mercati», spiega Jo Stenuit. «I clienti cinesi spesso si aspettano un linguaggio stilistico più futuristico e tecnologico e per questo motivo la vettura è più “edgy”, più audace e progressiva rispetto a ciò che normalmente le persone si aspettano da Mazda».
Emozioni ed esperienze reinterpretate
Questo intento si intuisce anzitutto nelle proporzioni, quelle di un Suv di taglia medio-superiore che esalta i toni sportivi senza enfatizzarli troppo, evocando suggestioni ispirate dalle granturismo europee, con un cofano lungo e un abitacolo che sembra raccogliersi sul posteriore, atletico ma aggraziato. E senza alcuna volontà di imitare uno specifico modello, come sottolinea Bahram Partaw, Lead Exterior Designer: «Quello che ci interessa è la sensazione che un oggetto riesce a generare. Cerchiamo sempre di catturare un’emozione o un’esperienza per reinterpretarla attraverso il nostro linguaggio stilistico. La CX-6e è chiaramente futuristica ed ha quasi proporzioni da coupé».
Un linguaggio più teso
Un approccio che si percepisce immediatamente nel frontale chiuso, il più radicale mai realizzato da Mazda, caratterizzato dall’inedita firma luminosa sospesa e da una pulizia formale che rompe con molte convenzioni del passato. Pur mantenendo i principi fondamentali del Kodo Design, la CX-6e introduce infatti «un linguaggio più teso, affilato e tecnologico che spinge il Kodo verso territori in cui non ci eravamo mai addentrati prima», racconta ancora Partaw.
Ispirazione dal catamarano
Il risultato è una silhouette che conserva eleganza e leggerezza visiva pur comunicando presenza e solidità. La ricerca di questo equilibrio nasce da un’ispirazione insolita, quella del catamarano. «Per me rappresenta perfettamente il rapporto tra potenza e leggerezza», spiega il designer. «Quando si cerca una forte presenza su strada di solito si finisce per creare volumi pesanti. Noi invece volevamo mantenere una sensazione di eleganza e snellezza».
(Articolo completo su A&D n. 279)




