«È un’auto versatile e completa, pensata per portarti oltre la tua zona di comfort. Un Suv compatto e agile che incarna lo spirito di nuove avventure e apre possibilità inedite per uno stile di vita urbano attivo». Karim Habib aveva introdotto così la EV2 Concept, svelata lo scorso anno in Spagna. Una descrizione che il capo del Global Design Kia riconferma ora che il modello è diventato di serie: «Il brief iniziale prevedeva di creare una EV accessibile a quanti cercano un compagno quotidiano in città e fuori porta. L’obbiettivo era realizzare un veicolo elettrico irresistibilmente desiderabile».
Le proposte da tutti i design centre
La EV2 gioca un ruolo chiave nella gamma delle full electric Kia. Proprio per questo, l’avvio del progetto ha coinvolto l’intero team internazionale del marchio, ovvero i design center in Corea del Sud, California, Cina ed Europa. Tutti hanno formulato almeno un paio di proposte. «Ci è stato chiesto di disegnare un’auto più piccola della EV3, con una lunghezza poco superiore ai 4 metri, ma con molto spazio a bordo», racconta Oliver Samson, a capo dello studio di Kia Europe che ha sede a Francoforte, cui si deve il tema di base dello stile esterno (anche se lui dichiara subito di aver trovato il progetto già definito al momento del suo arrivo, nell’aprile 2024).
L’altezza gioca a vantaggio dei designer
La piattaforma specifica per vetture elettriche ha agevolato il compito dei designer: «Ha consentito di posizionare le ruote molto alle estremità estendendo il più possibile il passo e ottenere così più spazio interno. Parte dell’architettura è ovviamente determinata anche dalla presenza delle batterie nel pianale, che implica un incremento dell’altezza, ma in questo caso ha giocato a nostro vantaggio, perché volevamo un’impostazione decisamente verticale del corpo vettura».
Linee guida precise
Il progetto, prosegue Samson, doveva rispondere a delle precise “tagline“. «Una di queste era “Picnic in the city”, ovvero progettare un veicolo ideale per esplorare l’ambiente urbano, guidare nel traffico, ma anche potersi fermare e usare l’auto come un proprio spazio privato, per fare uno spuntino o chiacchierare con gli amici traendo vantaggio dalla versatilità degli interni». Ne sono la conferma i numerosi vani porta oggetti, di cui alcuni modulari (uno refrigerato), il sedile posteriore frazionato e scorrevole per dare più spazio ai passeggeri oppure al vano bagagli, le soluzioni smart tutte da scoprire una volta a bordo.
“Pocket Suv”
Un’altra “tagline“ si concentrava invece sul concetto di “Pocket Suv”: «Doveva avere un aspetto abbastanza robusto, solido, e l’architettura verticale ci ha aiutato molto, è evidente nell’angolo del parabrezza così come nella vista posteriore e nelle fiancate. Volevamo allontanarci da elementi troppo dinamici. La verticalità è qualcosa che ti aspetti nei Suv più grandi, come la EV9, e abbiamo cercato di condensare caratteristiche simili anche sulla EV2». Il risultato è un veicolo a due volumi dall’assetto deciso, con la vetratura avvolgente e due archi passaruota prominenti su cui si innesta una cabina dalle pareti perpendicolari.
Una “tagline” anche per gli interni
Anche per gli interni, basati su una proposta del design center coreano, c’era una linea guida orientativa, “Press pause to play”, come spiega Jochen Paesen, ora a capo di Kia Future Design ma all’epoca del progetto responsabile dell’interior design e del CMF, la divisione colori e materiali: «Quella “tagline“ implica che il veicolo non serva soltanto per spostarsi dal punto A al punto B, ma è parte di ciò che accade nel viaggio, con ampio spazio a bordo rispetto a un ingombro esterno contenuto e tante soluzioni intelligenti per ogni situazione. Un luogo ideale dove trovasi, divertente e capace di distinguersi da altri prodotti sul mercato».
(Articolo completo su A&D n. 277)




