La nuova compatta elettrica del brand spagnolo sposta i confini del design automobilistico introducendo un dialogo inedito tra tecnologia additiva e percezione sensoriale. Jorge Diez, Chief Designer Officer e Francesca Sangalli, Head of Colour & Trim di Cupra, ci guidano alla scoperta di un abitacolo concepito come un manifesto di sostenibilità e coinvolgimento emozionale.

Cupra Raval

Identità e attitudine formale
Jorge Díez analizza come l’identità del brand si intrecci con le proprie radici geografiche: «Nel design della Cupra Raval è stato fondamentale allinearsi con la cultura spagnola. Siamo intrinsecamente più emozionali ed espressivi; quando si unisce l’anima di un Paese all’oggetto automobile si genera qualcosa di autentico.  Non cerchiamo un design statico o rilassato, ma vogliamo una tensione formale che dimostri l’ambizione di spingere i confini in avanti, attitudine propria di un marchio giovane che non è vincolato da una lunga storia alle spalle».

Cupra Raval

Un percorso inverso
Questa determinazione si riflette in una silhouette che sfida i vincoli fisici e le altezze tipiche delle piattaforme elettriche. «Dal punto di vista ingegneristico abbiamo svolto un lavoro profondo sulle proporzioni», continua Díez. «La Raval di serie è 48 millimetri più bassa rispetto alla Urban Rebel Showcar, un percorso inverso rispetto alle consuetudini industriali. Per garantire una silhouette aggressiva e muscolare abbiamo lavorato sulle superfici inferiori, introducendo un cladding caratterizzato da una linea tesa e angolata che conferisce stabilità visiva e un’attitudine rigorosa in dimensioni compatte».

Cupra Raval

La geometria del triangolo
Il linguaggio visivo della Raval è governato da stilemi geometrici iconici. «Volevamo una firma riconoscibile a distanza», evidenzia il Chief Design Officer. «Mentre il quadrato esprime solidità ed è affine ai Suv, e il cerchio risulta più amichevole, noi abbiamo eletto il triangolo quale elemento chiave del brand. Per noi i proiettori rappresentano gli occhi dell’auto e abbiamo cercato un approccio umanistico ispirato alla muscolatura corporea: all’attivazione, l’illuminazione si apre dall’interno verso l’esterno, simulando il risveglio della vettura».

Cupra Raval

Soluzioni aerodinamiche
Anche l’efficienza aerodinamica è integrata come opportunità plastica. «La gestione dei flussi è sempre una sfida complessa», ammette Díez. «Abbiamo integrato soluzioni come lo spoiler posteriore, che genera tensione grafica ottimizzando i distacchi della vena fluida, e le prese d’aria anteriori che canalizzano i flussi attraverso i passaruota. I cerchi presentano superfici lenticolari coperte per ridurre le turbolenze. Abbiamo mantenuto intatta l’emozionalità del Dna Cupra, offrendo un veicolo che garantisce 446 chilometri di autonomia complessiva».

Cupra Raval

Un abitacolo in tridimensione
Al dinamismo esterno risponde un layout interno studiato per avvolgere il guidatore. Francesca Sangalli descrive lo sviluppo degli interni: «Tutto orbita attorno all’architettura dell’abitacolo, concepita per isolare e focalizzare il conducente. Quando definisci una plancia orientata verso chi guida per trasmettere controllo, il materiale deve assecondare tale dinamica. Sulla Raval abbiamo stabilito una gerarchia materica: la zona superiore del cruscotto è morbida, mentre quella inferiore è strutturale, rigida e dominata da pattern parametrici».

(Articolo completo su A&D n. 279)