Signum Style è una mobility design house specializzata nel progetto di supercar fondata da Michele Leonello con Pau H Branas e Marco Renna, rispettivamente chief design officer, head of design e head of engineering. Dopo anni di pregressa attività e a tre dalla costituzione della nuova società è ora tempo di cambiamenti, imposti dalla crescita della società – il team è attualmente composto di una ventina di persone – e da diversi progetti in corso che impongono una nuova organizzazione.

Signum Style

Anche per questo, recentemente, ha fatto il suo ingresso nel team con il ruolo di art director Gianluca Cordua, Design & Product Strategy Manager, proveniente da Granstudio e già Head of Design di ARES Modena. Quest’ultimo con oltre dieci anni di esperienza nel settore automotive avrà il compito, come ci riassume, “di dare forma alla vision dello studio” creando una realtà più strutturata che il prossimo autunno potrà contare anche su un nuovo grande studio, o meglio Design Center, di cui torneremo a parlare in occasione dell’inaugurazione.

Signum Style
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Siamo alle porte di Milano nel cuore di quella che ha oggi le carte in regola per diventare una motor valley milanese per la presenza di altre società legate all’automotive sorte in un’area già storicamente nota per eccellenze come Alfa Romeo; tanto che i designer dello studio mettono come prioritario nell’approccio con il cliente la sensibilizzazione di quest’ultimo – prevalentemente straniero ma appassionato al gusto italiano – alla cultura dell’auto made in Milan.

In un momento in cui anche i grandi marchi del lusso possono contare su reparti tailor made una società come Signum Style si rivela interessante e competitiva per il futuro delle supercar

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Ne è persuaso anche il neo art director: «Ho rivisto in Signum quella ricerca dello stile non legato solo a esigenze ingegneristiche che avevo toccato con mano nelle mie esperienze passate e che mi ha sempre affascinato. Operiamo in un settore in forte crescita anche perché in Italia abbiamo tanta professionalità e know how difficile da incontrare in altre parti del mondo. Quindi pensare come facciamo noi a prodotti unici e ritornare ad essere un po’ sarti di carrozzerie, come si faceva un tempo, a stretto e diretto contatto con le realtà artigianali, può rappresentare il futuro dal punto di vista delle supercar».