Dal punto di vista del design, la Kia Sportage Tri-Fuel conferma la forza di una silhouette che ha saputo rompere gli schemi del segmento. Il frontale rimane dominato dalla grande griglia Digital Tiger Face, incorniciata dalle caratteristiche luci diurne a LED a forma di boomerang che ne definiscono la firma luminosa. Nonostante l’aggiunta della terza alimentazione, l’impatto estetico resta invariato:
Si guida bene
A differenza della “sorella” Niro, la Sportage Tri-Fuel punta su un cuore più energico: il 1.6 turbo quattro cilindri abbinato al sistema ibrido da 1,49 kWh. La potenza complessiva si attesta a 237 cavalli, appena due in meno rispetto alla Hev standard, una differenza che alla guida risulta impercettibile. La collaborazione trentennale con l’italiana BRC (Westport Fuel System) ha permesso un’integrazione software raffinata: la transizione tra le tre alimentazioni è fluida, con l’unità elettrica e il turbocompressore che lavorano in sinergia per garantire riprese vivaci e una progressione costante.
L’abitacolo: ergonomia digitale e controllo
All’interno, l’esperienza a bordo rimane centrata sul grande display curvo che integra strumentazione e infotainment, vero manifesto tecnologico del brand. L’unico richiamo alla natura “tripla” dell’alimentazione è il comando dedicato al GPL posizionato sul tunnel centrale, sopra il selettore del cambio shift-by-wire. In viaggio, l’autonomia complessiva che sfiora i 1.500 km trasforma la Sportage in una passista instancabile, dove il comfort acustico e la qualità dei materiali — cifra distintiva degli ultimi progetti Kia — garantiscono un’atmosfera rilassata.

