L’oro chiaro dai riflessi viola vira progressivamente verso un perla luminosissimo, con un effetto cangiante all’inizio poco percettibile, dunque di grande fascino quando se ne coglie la delicatezza (per esempio, osservando la linea di cintura all’altezza dello sbalzo posteriore). A sorpresa, però, la morbida transizione non origina da una pellicola applicata sulla lamiera, bensì dalla sapiente verniciatura Duotone Fade capace di fondere finitura satinata e perlata: si manifesta così l’estrema raffinatezza di fattura della Range Rover “Pearl of Tay”, esemplare unico esposto durante la Milano Design Week. «Il nome deriva dalle gemme depositate dai molluschi di un noto fiume scozzese» argomenta Swati Dhanda, materiality manager. «Si tratta di una varietà scoperta addirittura nel Medioevo e celebre per rarità fino al XIX secolo, che ha poi incontrato un impiego sempre meno frequente fino al divieto di pesca del 1998». La sfumatura peculiare di tale regalo della natura, «lussuosa e vellutata, con lievi riflessi rosa», informa così un’ulteriore proposta della divisione SV Bespoke, da tempo impegnata ad accordare ai clienti la definizione di numerosi dettagli su misura.

Con l’occasione, in abitacolo la pelle delle sedute posteriori si tinge dell’inedito Tyrian Purple «per richiamare un pigmento molto apprezzato dalle antiche civiltà del Mediterraneo, di reperimento perfino più difficile dell’oro». Sugli schienali non manca invece un motivo ricamato a mano «che sperimenta un inedito studio della gradazione, con un centro bianco avvolto da spire tendenti al beige, proprio come nelle perle. È opera di una professionista interna alla nostra squadra, Saveliin Uusküla, già talento della moda».

Tanta maestria corona la mostra “Traces”, definita «un archivio della memoria portato alla vita attraverso l’artigianalità» e imperniata su tre momenti in grado di miscelare riferimenti alle finiture, al fuoristrada, agli oggetti d’antiquariato o ancora alle origini della Casa. Queste ultime, peraltro, risultano sintetizzate per la prima volta nel logo composto da due R speculari, introdotto lo scorso anno ma apposto solo adesso sulle ruote, mentre a suggellare l’esclusività interviene la dicitura frontale placcata in oro 24 carati. E l’aplomb inglese si “stempera” ineluttabilmente nell’opulenza…