BYD Atto 2 ha iniziato la sua carriera europea nel 2025 con il modello elettrico mettendo in campo misure, forme e linee che appaiono convenzionali nell’attuale panorama dei B-Suv, ma con una caratterizzazione che emerge dai dettagli, dietro alla quale c’è la mano di Wolfgang Egger, già designer in Alfa Romeo e Audi. L’offerta ora raddoppia con il modello ibrido plug-in dotato del sistema Super DM-i, che la Casa ha voluto personalizzare con qualche ritocco che va oltre le differenze dettate da esigenze “tecniche”. Tra queste ultime rientra, ad esempio, la presa d’aria inferiore ampliata e con una griglia “attiva”, le cui feritoie vengono aperte o sigillate a seconda delle esigenze del sistema, ma c’è di più.

Nel rimodellare il paraurti è stata aggiunta la telecamera frontale al centro dello scudo, sopra la targa, mentre posteriormente il marchio BYD ora campeggia a grandi lettere al centro del portellone, lasciando ai lati i badge di questa specifica versione e l’indicazione del modello. In più, nella gamma colori, composta di sole quattro tinte, spunta la novità della colorazione Midnight Blue, esclusiva di questa variante.

Anche all’interno ci sono differenze, anche se quasi tutte di tipo funzionale. La strumentazione resta la stessa, con quadro digitale da 8,8 pollici e un display centrale da 12,8 pollici, ma quest’ultimo non ruota perché il sistema Google in-build implementato nella piattaforma digitale non è ancora stato messo a punto per gestire la visualizzazione verticale. Cambiano anche i comandi per la guida: il selettore sul tunnel centrale della Atto 2 elettrica lascia il posto a un doppio portabicchieri e a una sottile pulsantiera con al centro il tasto di avviamento, che avrebbe forse meritato più evidenza. La selezione della marcia si effettua con una levetta dietro al volante. Come sull’altra versione, l’aspetto degli interni è gradevole e le rifiniture sono gradevoli e ben eseguite, e contribuiscono a una generale sensazione di qualità e comfort aiutato dalla silenziosità del sistema ibrido.