Il marchio MG Motor ha in programma un solo lancio nel corso di quest’anno, ma doppio: con MG4 2026 e MG4 Urban, il brand britannico del gruppo cinese SAIC rafforza la propria presenza nel cuore del mercato elettrico con due compatte accomunate dal nome, ma profondamente diverse per impostazione e filosofia. La MG4 si ripresenta aggiornata e rivisitata soprattutto sulla base delle indicazioni raccolte direttamente dagli utenti, come sottolinea Lorenzo Cereda, responsabile Marketing Prodotto di MG Motor Italia: «Abbiamo ascoltato i feedback dei clienti e le critiche costruttive, soprattutto sugli interni, considerati funzionali ma un po’ poveri nel touch&feel, e sugli aggiornamenti delle tecnologie di bordo. Oggi possiamo riproporre un’auto più in linea con le aspettative».

Dal punto di vista stilistico, le modifiche sono leggere ma mirate. Rimangono il frontale dal taglio sportivo e la coda con fanaleria a tutta larghezza, mentre viene reinterpretato uno degli elementi più caratteristici del modello: lo spoiler sdoppiato con canale aerodinamico alla base del lunotto lascia infatti spazio a un elemento unico, più semplice e – assicurano in MG – anche più efficiente. Debuttano inoltre nuove finiture per cerchi e carrozzeria. L’abitacolo continua a essere dominato dal display centrale da 15,6 pollici, ma introduce un nuovo sistema operativo sviluppato con Oppo. Restano pochi comandi fisici nella consolle centrale, con selettore della trasmissione a manopola e bocchette di ventilazione integrate in una plancia che punta a migliorare la qualità percepita. Evoluta anche la dinamica di guida, sebbene resti rivedibile la scelta di affidare la regolazione della frenata rigenerativa e dei parametri dinamici ai menu del sistema infotainment, anziché a controlli più immediati come tasti o levette al volante.

Passando alla MG4 Urban, nonostante il nome non si tratta di una derivata e nemmeno di una vettura “piccola”. Nasce infatti su una piattaforma specifica ottimizzata per massimizzare lo spazio interno, con batterie integrate nella struttura secondo la filosofia cell-to-body. Il risultato è una compatta lunga 4,39 metri, oltre 10 centimetri più della MG4, ma posizionata più in basso per prezzo, potenza e capacità delle batterie. Il suo punto di forza è soprattutto il design, che ancora Lorenzo Cereda definisce «mainstream, nel senso di più immediato e comprensibile, con alcuni richiami alla Cyberster nel disegno dei fari, della griglia e dei cerchi». La vocazione urbana emerge nelle proporzioni raccolte, nelle superfici morbide del posteriore – che integra gruppi ottici con un accenno di Union Jack nella grafica interna – e nella maneggevolezza ottenuta grazie a un raggio di sterzata particolarmente contenuto. Gli interni riprendono buona parte dell’impostazione della MG4, soprattutto nella zona infotainment e nella plancia, ma introducono comandi di guida direttamente integrati nel volante.