Contenuta, razionale, perfino utilitaristica nella luce più nobile del termine. Eppure la concept car ELO è ludica, accattivante, quasi visionaria per altro verso. Un ossimoro progettuale che amalgama le anime del Double Chevron, traendo linfa da una ricerca molto genuina. Con un cenno all’essenzialità intelligente della 2CV, tanta spensieratezza forse carpita alla Méhari, soluzioni degne di una monovolume anni Novanta e, naturalmente, modernissime sottolineature per sostenibilità e ruolo del marchio nell’arcipelago Stellantis.
Lunghezza contenuta
«Tutto nasce da una riunione in cui si discute del reinventare l’interno di una sagoma molto piccola», racconta Pierre Leclercq, direttore dello stile. «Sul piano della lunghezza, pur adottando una meccanica elettrica specifica, il riferimento oscilla subito intorno ai 4,01 metri della C3. Un po’ il contrario di certe generosissime Suv». Si delineano così tre pilastri che strutturano imbastitura e denominazione: rEst, pLay, wOrk, ovvero l’esaltazione della polifunzionalità contemporanea.
La fruizione per eccellenza: dormire a bordo
«Sei anni dopo il Covid, diversi utenti vivono la vettura quale estensione dell’ufficio, anche solo per inviare email, o perfino in quanto occasionale sostituta dell’abitazione durante i week-end fuoriporta». Una tendenza al “nomadismo digitale” che trascolora in rinnovato interesse verso il campeggio e «uno stile di vita più libero e frugale». Curiosamente, dunque, la modalità di fruizione per eccellenza si rivela dormire a bordo: all’occorrenza viene gonfiato con una pompa elettrica un comodo materassino apposito, frutto della collaborazione con Decathlon.
Interni rivoluzionari
Nonostante la scenografica configurazione “notturna”, in verità viene stravolta l’intera morfologia dell’abitacolo. Se la strumentazione evolve l’attuale fascia sotto il parabrezza («forse con un seguito industriale») e il volante si attesta su una rilettura del monorazza, il posto guida singolo centrale e rotante sgretola ogni convenzione, mentre due ulteriori sedute su binari possono affiancarlo a sorpresa.
Superfici piatte estese ai cristalli
All’esterno l’elaborata vivibilità si risolve in una grammatica delle forme decisamente essenziale, composta di sezioni pure, superfici piatte estese ai cristalli («così meno costosi») e linea di cintura ribassata per garantire al guidatore visibilità «comparabile alla C3» dalla propria delicata posizione.
Una squadra consolidata
L’esperienza della ELO, benché non indirizzata verso un futuro produttivo, rivela tutta la peculiare maturità creativa di Citroën: «Abbiamo concepito e realizzato un simile laboratorio di idee perché disponiamo di una squadra rodata e, soprattutto, dalla mentalità perfetta», conclude Leclercq. «Talvolta spieghiamo addirittura alle altre divisioni come ottimizzare i componenti, calibrare i costi o sottolineare i tratti di valore». Molto Citroën.
(Articolo completo su A&D n. 277)




