Una sorta di bozzolo dalle lucentezze metalliche, posato su uno specchio d’acqua, ha accolto durante la Milano Design Week i numerosi visitatori dell’Audi Design Hub nella piazza pubblica di Portrait Milano dove la casa automobilistica era co-producer della mostra-evento curata dalla rivista Interni nell’ambito del FuoriSalone. L’installazione Origin è stata creata in collaborazione con lo studio Zaha Hadid Architects con l’idea di visualizzare un portale verso il futuro di Audi, rappresentato dalla presenza della prima monoposto dell’Audi Revolut F1 Team, che ha debuttato a marzo nel Mondiale di Formula 1, e dalla nuova Audi RS 5, il primo modello plug-in di Audi Sport.
Il padiglione si presentava come uno spazio attraversabile animato internamente da luci e suoni che avvolgevano le persone all’interno della piccola galleria. «Abbiamo pensato a questa micro architettura – ci spiega Michele Pasca di Magliano, Direttore Zaha Hadid Architects – sollecitati dall’invito a trasmettere il concetto di emozione. Nonostante il poco tempo disponibile ci siamo spinti ai limiti della performance costruttiva per rendere tangibile l’immagine di una bolla di metallo che galleggia nell’acqua”. La “pelle” metallica opaca, realizzata in resina ma che richiama materiali tecnici come il titanio, assorbe e riflette le tonalità cromatiche del contesto storico in cui si inserisce, il cortile dell’ex Seminario Arcivescovile, alludendo a una carrozzeria avvolgente in dialogo con lo spazio circostante.
Il team londinese dello studio ha lavorato a stretto contatto con aziende locali (anche per la parte illuminotecnica e del sound design) spinte a fare qualcosa di nuovo, innovativo, rispetto a quanto già realizzato negli anni scorsi e portare a termine il progetto nel tempo record di soli sei mesi, dalla concezione all’allestimento.
«Il grado di difficoltà – puntualizza l’architetto Pasca di Magliano – è stato quello di segmentare la facciata in elementi assemblabili sulla struttura modulare in acciaio, nascosta, che crea la forma. Come studio ci confrontiamo costantemente con le tecnologie e come nel mondo dell’auto testiamo materiali e prototipi come è accaduto per il padiglione». «Abbiamo cercato – conclude l’architetto – di integrare la nostra filosofia di design e concezione dello spazio con quella di Audi e la cosa interessante è stata quella di trovarsi a farlo in un momento in cui il Marchio stesso stava cambiando il suo modo di concepire il design – cosa evidente anche nei due modelli esposti – quindi lavorando in una fase di evoluzione. Una cosa sfidante per tutti».


