Nella prestigiosa cornice dell’ADI Design Museum di Milano, il Car Design Award ha celebrato la sua edizione 2026 confermandosi come uno degli appuntamenti più attesi e significativi per la comunità creativa globale.  In occasione di questo appuntamento, Auto&Design ha organizzato un momento di riflessione collettiva sulle sfide monumentali che il settore sta affrontando, stretto tra l’avanzata dell’intelligenza artificiale e l’urgenza di una sostenibilità che sia autentica e non solo dichiarata.

Il design talk, intitolato “Intelligenza sostenibile: il design nell’era dell’IA”, ha visto protagonisti: Chris Lefteri, Design Ambassador di Alcantara; Luca Borgogno, Transportation Design Strategic Director dello IAAD.; Florian Seidel, Design Manager di Lavazza e Alessandro Belosio, Assistant Chief Designer per Toyota ED², moderati da Silvia Baruffaldi, Direttore di Auto&Design.

Le tre intelligenze della formazione contemporanea secondo lo IAAD.

Luca Borgogno, Strategic Director dello IAAD., durante il suo intervento ha delineato i pilastri per i designer di domani. Il primo è l’intelligenza della mano: «Il saper fare fisico, dal disegno alla scultura, resta la base imprescindibile per gestire la relazione con la forma». Segue l’intelligenza sociale, che impone di «progettare con la piena responsabilità dell’impatto ambientale e umano che ogni nuovo oggetto avrà sulla collettività».

Sull’intelligenza artificiale, Borgogno ha chiarito che l’obiettivo dell’osservatorio interno alla scuola è formare professionisti capaci di un uso consapevole di questo strumento: «Dobbiamo padroneggiare l’IA con spirito critico per evitare che l’automazione sostituisca il pensiero creativo del designer». Un richiamo alla concretezza che tocca anche l’ecologia digitale: «Essere responsabili significa anche ridurre l’impronta energetica dei processi digitali e dei server necessari al progetto».

Il materiale come ponte tra dati tecnici e desiderio estetico

Chris Lefteri, Design Ambassador di Alcantara, ha analizzato come l’algoritmo possa accelerare l’uso di materie prime circolari. «L’IA è fondamentale per trasformare dati complessi in previsioni estetiche, aiutandoci a creare materiali a basso impatto che siano anche visivamente convincenti».

La sfida, secondo Lefteri, è trasformare la sostenibilità da dovere a piacere, superando l’estetica “povera” del passato: «Il compito del designer è rendere i materiali ecologici così straordinari renderli desiderabili per la loro bellezza, non solo perché fanno bene al pianeta». In questa nuova visione, il successo della tecnologia pulita dipende dalla sua capacità di generare una reale «opportunità emozionale e sensoriale per chi la utilizza».

Ritualità analogica e nuovi strumenti digitali

Florian Seidl di Lavazza ha portato il dibattito sulla dimensione del quotidiano, dove l’esperienza d’uso è «fondata sulla naturalezza del gesto e sul piacere tattile dell’interazione fisica». Nonostante la velocità del progresso, Seidel invita a un’evoluzione pragmatica: «I nuovi strumenti digitali sono a disposizione di tutti: oggi non basta più saper disegnare bene, bisogna saper integrare queste tecnologie per innovare i processi produttivi». Un esempio è il progetto Tablì, dove la sostenibilità diventa realtà industriale: «Abbiamo eliminato plastica e alluminio creando una macchina che utilizza solo caffè pressato, reinventando totalmente il sistema delle capsule».

La sfida della modularità sostenibile

Nel settore automotive, Alessandro Belosio di Toyota ED² ha ribadito la centralità dell’abitacolo come spazio di contatto fisico, dove «l’emozione deve guidare ogni scelta progettuale». Belosio avverte però sul rischio di un design standardizzato guidato solo dai dati: «Il designer deve mantenere il controllo creativo per evitare interni piatti e senza carattere, mantenendo sempre una forte carica provocatoria». La vera opportunità dell’IA risiede nella gestione della complessità tecnica: «Possiamo finalmente integrare una modularità intelligente che renda le auto più premium, facili da aggiornare e semplici da riparare, aumentandone drasticamente la longevità».

Design Talk CDA 2026