«Alpina ha sempre rappresentato un’idea molto specifica di performance e raffinatezza, dove velocità e comfort sono ambizioni complementari. Il nostro ruolo come nuovi custodi di questo marchio è preservare questa distinguibilità e plasmarla in un contesto contemporaneo». Adrian van Hooydonk, responsabile del Design del BMW Group, ha presentato così la Vision BMW Alpina a Villa d’Este nella serata del 15 maggio scorso a Villa d’Este, appuntamento tradizionale per il gruppo tedesco.

«Per un designer come me, è sempre fantastico trovarmi in Italia, sul Lago di Como, e ammirare auto straordinarie. Sono sempre fonte di ispirazione, indipendentemente dall’epoca a cui appartengono. Esemplari unici, a volte davvero irripetibili. Da 10-15 anni cerchiamo di arricchire questo panorama, per continuare la tradizione del Concorso presentando alcuni nuovi esemplari unici che forse tra 50 anni saranno invitati a partecipare nuovamente. Recentemente, come sapete, siamo riusciti a realizzare alcune di queste concept car uniche, come la BMW Skytop e la Speedtop, che abbiamo potuto produrre in numero limitato, il che è stato piuttosto speciale anche per me come designer, perché BMW produce migliaia di auto al giorno. Quindi convincere l’azienda a produrre 50 unità è stata una vera sfida, ma ce l’abbiamo fatta».

La Vision Alpina concept indica la direzione stilistica del marchio che il gruppo BMW ha acquistato di recente per inserirlo nel proprio portfolio tra i suoi brand BMW e Rolls Royce. Come tutte le concept car Vision, non diventerà un modello di serie così com’è, ma comunica come il tipico carattere Alpina si evolverà in ottica contemporanea, elegante e sofisticata. Non si rischiano sovrapposizioni con BMW e BMW M?

«Le Alpina sono sempre stata acquistate da persone a cui piaceva guidare. Quindi c’è già una forte sovrapposizione con la clientela BMW in generale. Le Alpina andavano sempre più veloci di una BMW normale, parliamo di 300 chilometri all’ora, ma dall’esterno non si notava. Quindi le Alpina attraggono persone che vogliono un’auto veloce, vogliono un’esperienza di guida sportiva, ma non vanno in pista e non vogliono comunicare al resto del mondo di aver acquistato un’auto veloce. Il prodotto M è molto diverso, attira chi ama andare in pista, è per un cliente che ama mostrare a tutti di avere un’auto molto veloce. E recentemente i prodotti M sono diventati sempre più appariscenti, con colori vivaci, più prese d’aria, spoiler ed elementi vari. L’Alpina non fa questo, è un altro modo di intendere il piacere di guida. Quando acquisisci un marchio con una storia di 60 anni, la prima cosa che desideri è che i clienti storici continuino a seguirti. Per questo abbiamo dedicato molto tempo al dialogo e all’incontro con i clienti tradizionali di Alpina».

Le forme della Vision BMW Alpina sono dinamiche ed eleganti. Come siete riusciti a far sembrare così compatta un’auto lunga 5,2 metri?

«Il segreto sta soprattutto nel gioco di luci e ombre sulle fiancate. Con poche linee abbiamo scolpito i volumi, mentre il design del frontale e del posteriore riduce visivamente la percezione della lunghezza. Anche le grandi ruote da 22 e 23 pollici contribuiscono a far apparire l’auto più compatta. In pratica, sulla carta è lunga, eppure dal vivo non sembra tale. Ma non ditelo agli altri designer…», scherza van Hooydonk.

La design story della Vision BMW Alpina sarà pubblicata su Auto&Design n° 279, luglio/agosto 2026.