Ferrari inaugura la stagione 2026, che vedrà il Cavallino Rampante tornare in pista nel FIA WEC difendendo i titoli iridati Costruttori e Piloti ottenuti nell’indimenticabile e già leggendaria precedente annata, presentando la livrea aggiornata della 499P della squadra ufficiale Ferrari – AF Corse, in occasione di un evento al Museo Enzo Ferrari di Modena. Gli allori iridati attribuiti dalla FIA ai campioni del mondo in carica sono simboli evocativi e, al contempo, un ulteriore stimolo per la squadra a esprimere il massimo sforzo, nella ricerca della migliore prestazione possibile. Gli allori sono ben evidenti sull’arco dei passaruota anteriori, al di sotto dello Scudetto con il Cavallino Rampante, delle due Sport Prototipo affidate a equipaggi riconfermati per il quarto anno consecutivo.
La livrea della 499P, mentre continua a rendere omaggio alla 312 P che dominò la scena dell’endurance sino al 1973 – ultimo anno che vide Ferrari impegnata nella classifica assoluta, prima del ritorno nel 2023 – si evolve pur nel segno della continuità. Sull’abito della 499P, firmato dal Centro Stile Ferrari, spicca la colorazione predominante in tonalità Rosso Scuderia, quest’anno nell’inedita finitura lucida e non più opaca – colore e trattamento sono identici alla monoposto SF-26 della Scuderia Ferrari HP per il Mondiale di Formula 1. L’immancabile rosso, emblema della storia nelle competizioni della Casa fondata da Enzo Ferrari nel 1947, dialoga nuovamente con il Giallo Modena, tonalità impiegata per tratteggiare le linee della carrozzeria, che nella stagione 2026 enfatizzano in particolare i volumi del cockpit.
La 499P in edizione 2026, rispetto alle precedenti versioni, si distingue per la direzione delle linee diagonali gialle che formano una freccia (stilema già iconico, sin dalla vettura che aveva debuttato nel 2023), che quest’anno viene disegnata non più nel senso di marcia, ma nel verso opposto, con la punta della freccia rivolta verso l’ala posteriore. Una scelta del Centro Stile Ferrari che vuole valorizzare ancora di più la centralità dell’abitacolo: non solo come elemento strutturale e fisico collocato al centro della vettura, ma anche in quanto area fortemente simbolica per una vettura da competizione.

