L’erede della DS 7, il modello best-seller che storicamente rappresenta quasi la metà dei volumi del marchio, cambia nome e strategia. Si chiama DS N°7 e dà l’addio all’ibrido plug-in in favore di una gamma puramente elettrica (con le versioni E-Tense che offrono fino a 740 km di autonomia) e mild-hybrid a benzina, senza però rinunciare a un design dalla connotazione forte, come ha precisato durante un’anteprima Gilles Vidal, Head of Design per i marchi europei di Stellantis: «Il segmento C è fondamentale, soprattutto per i Suv premium. Bisogna distinguersi, emergere dalla folla. Ci voleva quel passo in più. Per DS la missione è continuare a produrre icone carismatiche e mozzafiato».
Fedele al linguaggio estetico-formale della sorella maggiore DS N°8, con il suo mix di tratti affilati e volumi fluidi, la N°7 si ispira alle sperimentazioni portate avanti dal team di design guidato da Thierry Metroz con la concept DS Aero Sport Lounge e il suo tema “Aerofficiency”, in particolare nella elegante curvatura della lunga linea del tetto, ulteriormente estesa dallo spoiler che sovrasta il lunotto. «E’ la formula efficace per ottenere il miglior coefficiente aerodinamico», osserva Metroz a proposito del Cx di 0,26. «Il secondo vantaggio di questa linea è garantire l’abitabilità della seconda fila, oltre a un ampio vano bagagli». Quest’ultimo vanta un volume fino a 560 litri, a seconda del tipo di propulsore (e al netto di eventuali allestimenti, come l’impianto audio potenziato).
Costruita – come la DS N°8 – sulla piattaforma STLA Medium di Stellantis, con i suoi 4,66 metri di lunghezza e un passo di 2,79 metri, la N°7 cresce di 7 centimetri rispetto al modello uscente (mentre larghezza e altezza, rispettivamente 1,90 e 1,63 metri, risultano praticamente invariate) e si posiziona nel cuore del segmento dei Suv compatti premium. Notevole la visibilità verso l’esterno, rispetto alla generazione precedente le porte posteriori vedono un aumento del 30% della superficie dei finestrini laterali, mentre il tetto panoramico opzionale è stato ampliato del 40%.
Tecnologia di bordo avanzata – dai fari adattivi Pixelvision al sistema di assistenza alla guida di Livello 2 con cruise control predittivo, fino all’interfaccia Iris System 2.0 con integrazione ChatGPT – e un abitacolo ancora più spazioso e curato nei materiali sofisticati ed esclusivi completano una proposta con cui DS punta a riconquistare terreno nel competitivo panorama premium europeo. L’89% della vettura è “made in Europe”, motori e batterie sono prodotti in Francia, mentre l’assemblaggio avviene in Italia, nello stabilimento di Melfi.
Sul prossimo numero di Auto&Design, la storia completa del lavoro svolto da Thierry Metroz e il suo team al Centro Stile DS – non perdetelo.


