Cupra Raval non è solo una nuova compatta elettrica; è il manifesto di come il marchio intenda tradurre la propria filosofia di sportività in un contesto urbano e sostenibile. Il punto di partenza resta il piacere di guida, riflesso in un’architettura degli interni che mette l’uomo al centro. Francesca Sangalli – head of Color&Trim Cupra – spiega l’approccio creativo: «Tutto parte dall’architettura stessa, che riconduce al conducente-pilota. Questo significa costruire una struttura dove la connessione uomo/macchina si esprime al massimo livello. A questo scopo, partecipa anche il materiale scelto». Per questo motivo, «vedrete un dashboard che ha una gerarchia degli elementi definita da un diverso trattamento dei materiali: abbiamo una parte soft nella porzione alta e una più strutturale nella parte bassa, che favorisce il supporto attraverso un tema parametrico».
Materia e grafica in dialogo
La personalizzazione e la varietà sono pilastri fondamentali della Raval, con l’obiettivo di offrire un’auto che non sia mai piatta o monotona, ma capace di esprimere caratteri diversi attraverso l’uso sapiente della tecnologia applicata ai materiali. «È un dialogo effettivo», prosegue Sangalli, «questa caratterizzazione del tema grafico associato alla materia è quello che dà questo aspetto di sofisticazione all’interno. Tant’è che vedrete quattro tipi di interni, quattro trim differenti, e ognuno di questi focalizza attraverso la tecnologia utilizzata su un carattere ben distintivo dell’auto. Non sono tutti uguali, sono molto ben differenziati, però tutti con quest’anima Cupra».
La sfida della sostenibilità premium
Uno dei nodi centrali del design contemporaneo è la tensione tra sostenibilità e percezione di qualità. Per la Raval, Cupra ha scelto di non scendere a compromessi, cercando soluzioni che eliminino l’impatto ambientale senza sacrificare l’estetica sofisticata del brand. Francesca Sangalli affronta il tema con pragmatismo: «Sostenibilità e premium design sono spesso in tensione tra di loro, perché anche la qualità dei materiali non è detto che sia sostenibile; anzi, la pelle non lo è per niente. Le soluzioni che abbiamo adottato per rendere gli interni Cupra più sostenibili senza rinunciare alla qualità passano per un metodo completamente nuovo. Abbiamo utilizzato i sedili fatti interamente in 3D knitting: i cover sono creati attraverso un disegno a livello digitale. Siamo entrati nella definizione della struttura stessa del pezzo, che viene fuori direttamente dalla macchina».
Innovazione produttiva a impatto zero
Il futuro della produzione secondo Cupra risiede nell’additive manufacturing, una tecnologia che permette di ridurre drasticamente gli sprechi e la complessità della catena di fornitura, garantendo al contempo un risultato estetico dirompente. «Generalmente, nella costruzione di un sedile, per dargli sofisticazione devi aggiungere layers di manifattura, come perforazioni o embossing, e questo coinvolge molti fornitori», conclude Sangalli. «Nel caso di un additive manufacturing come il 3D knitting per i cover o il 3D printing, si fa tutto con una sola macchina. Ne deriva un sedile completo con un aspetto estetico molto potente, senza aver coinvolto tanti processi produttivi e con un impatto zero a livello di scarti e di footprint».


