C’è una soglia, nel presente, in cui il progetto non è più chiamato soltanto a dare forma a nuovi veicoli, ma a interrogare nuovi modi di abitare il tempo, lo spazio e il movimento. È in questa prospettiva che nasce TIME, la concept car a guida autonoma sviluppata dagli studenti del Master in Transportation Design di IED Torino in collaborazione con Tesla: un progetto di tesi che interpreta in chiave progettuale una riflessione radicale sulle trasformazioni introdotte dai nuovi scenari self-driving. Una visione che trova espressione nella mostra TIME. A Manifesto for Future Mobility, in programma a Torino al Mauto – Museo Nazionale dell’Automobile dal 26 marzo al 3 maggio 2026, concepita come un’esperienza immersiva che accompagna il pubblico attraverso le domande, gli strumenti e le traiettorie che hanno guidato l’intero percorso di ricerca, intrecciando dimensione fisica e digitale per restituire la complessità del processo progettuale.
Lontana da ogni estetica convenzionale, TIME guarda al disegno industriale e all’architettura ritrovando un minimalismo che non ha epoca in dialogo con il linguaggio di Tesla, che elimina il superfluo per lasciare spazio a un design puro e funzionale. La freddezza geometrica degli esterni si definisce attraverso volumi essenziali e superfici continue, in cui un unico gesto formale – il cuneo, caro alla tradizione del design italiano, che unisce tetto, parabrezza e lunotto – costituisce un corpo compatto, attraversato da un elemento laterale a clessidra che ne diventa segno distintivo. Anteriore e posteriore sono incorniciati in elementi illuminanti verticali e orizzontali, mentre le ruote si riducono a presenza evocata, cavità nella fiancata dove il corpo vettura sembra sciogliersi come in presenza di un buco nero, suggerendo il movimento più che rappresentarlo. L’interno, al contrario, ritrova morbidezza, accoglienza e colori caldi: uno spazio fluido in cui la tecnologia arretra e si integra in modo discreto per lasciare spazio all’esperienza. Un ambiente che non impone funzioni, ma le rende possibili.
Tante le realtà che hanno partecipato alla realizzazione di Time. La mostra consente di entrare nel cuore del progetto attraverso le parole degli studenti e delle studentesse che hanno sviluppato il concept e lavorato per mesi come un Design Studio, affiancati dai docenti e dai mentor di Tesla, per definire lo stile di TIME. La narrazione continua restituendo il processo progettuale nella sua complessità, dal segno alla forma, evidenziando il ruolo complementare della cultura del progetto e delle nuove tecnologie nello sviluppo di scenari e soluzioni. In questo terzo capitolo emerge anche un nuovo modo di progettare, reso possibile dall’utilizzo di strumenti avanzati come DIGIPHY — piattaforma sviluppata da Granstudio, che integra realtà virtuale e supporti fisici — impiegata dagli studenti per sperimentare e definire il progetto in modo dinamico e interattivo. L’esperienza si conclude con una dimensione più intima e immersiva, dedicata allo spazio interno, dove una voce guida chi ascolta nell’immaginare nuovi modi di abitare il tempo del viaggio.

