Rinasce elettrica e a cinque porte, eppure inconfondibilmente Twingo nelle forme e nello spirito allegro e vivace: abbiamo provato la nuova Renault Twingo E-Tech Electric in anteprima sulle strade di Ibiza, un’occasione per apprezzarne la guida piacevole anche su percorsi non esclusivamente cittadini. È precisa nello sterzo, efficiente nella frenata rigenerativa – è disponibile anche la finzione “one pedal” – e ragionevolmente ben ammortizzata per una citycar lunga 3,79 metri e con un passo di 2,49 metri. Offre un’unica modalità di guida, ma con la possibilità di attivare la funzione Eco per risparmiare ulteriormente il già contenuto consumo del motore da 82 CV alimentato dal pacco batterie LFP della capacità di 27,5 kWh.
Cattura subito l’attenzione, e Laurens van den Acker ci spiega il perché: «A prima vista si capisce subito che è una Twingo, quella che tutti hanno nel cuore: la prima generazione, con la sua inconfondibile silhouette monovolume, nata in un’epoca in cui Renault sperimentava forme nuove e coraggiose come Scenic ed Espace. Portare quell’idea nel segmento A era stata una scelta rivoluzionaria, e oggi quello spirito ritorna in un’auto compatta dalle proporzioni equilibrate, soprattutto con le ruote da 18”, e i colori decisi come rosso, verde e giallo ne esaltano il carattere e la presenza su strada».
Guardandola accanto al modello originale si riconosce subito quel legame: è esattamente l’immagine che le persone associano alla Twingo. Eppure, la nuova versione è tutt’altro che nostalgica, «è un animale diverso, più moderno e quasi futuristico, capace di guardare avanti senza perdere l’anima che l’ha resa iconica», prosegue il Chief Design Officer di Renault Group, che con il modello ha un suo personale rapporto storico: «Ricordo bene quando uscì la prima Twingo nel 1992, ero ancora studente ed è stata la prima volta che sono entrato da un concessionario Renault per testare una vettura. Era una sorta di Ufo, un oggetto così insolito. Oggi per me è un po’ come chiudere un cerchio».
Ecco allora la parte più divertente del nostro test: andare alla scoperta dei tanti dettagli di design, dai più evidenti ai più nascosti, che rendono questo modello così accattivante e unico nella sua personalità. Si parte dalla silhouette “monospace” vivacizzata dai tipici “frog eyes”, i gruppi ottici sporgenti ad arco (forma ripresa anche dallo sportellino per la ricarica) con cornice nera; curiosi quelli posteriori su cui spicca una piccola pinna, «i cornetti del diavolo», scherza van den Acker, utili per l’aerodinamica. Le guarnizioni dei vetri laterali sono nascoste, un trattamento di notevole raffinatezza su una piccola vettura economica, mentre il lunotto con l’ampia cornice che funge anche da spoiler ricorda lo schermo delle TV del passato.
Nell’abitacolo, modulabile negli spazi grazie alle due sedute posteriori scorrevoli, l’elenco dei curatissimi e divertenti dettagli si fa lungo. Spicca la plancia con inserto colore vettura, richiamo storico eppure modernissima; è in tinta con la chiave, anche questa un piccolo oggetto di design. Sulle superfici – dal cielo del tetto ai tappeti, al fondo dei vani portaoggetti – i caratteri del nome Twingo si scompongono e rimescolano per diventare un pattern grafico. È un lettering originalissimo, fatto di simboli che ingannano l’occhio per farsi leggere come lettere dell’alfabeto (la G non è altro che l’icona della geolocalizzazione).
Inatteso il contenitore-bracciolo posizionato in verticale tra i sedili anteriori, che si apre con la zip come un porta computer. Il selettore di marcia “lipstick” (già collaudato sulle recenti R5 e R4, le altre due “Legendary Icons” create dal design Renault) è decorato con grafiche colorate. E non mancano i messaggi che accolgono gli utenti aprendo la vettura: dalle scritte inserite nella soglia delle porte allo slogan mediato dalla Twingo originale, “À vous d’inventer la vie qui va avec” (inventate la vita che vi piace), nonché “Ouvert d’esprit” (spirito libero), che si scopre sollevando il portellone. Una dichiarazione d’intenti per una vettura dal prezzo accessibile e tutta da interpretare.






